benessere · meditazione · yoga

avere cura del proprio naso

Con i primi freddi arrivano i primi raffreddori, bronchiti, sinusiti: malanni che ci rendono la vita difficile, e che tutti vorremmo evitare, perchè le complicanze di un comune raffreddore possono essere gravi ed avere lunghi strascichi. Anche se col freddo può essere necessario e piacevole prendersi una giornata di riposo da passare a leggere sotto le coperte, magari preferiremmo farlo prima di non sentire più sapori nè odori, o di essere in balìa del mal di testa.

Il raffreddore è la malattia umana più diffusa, e vanta vari primati: in primo luogo non esiste una vera cura, ma solo medicazioni lenitive, o che limitano gli effetti secondari; poi, non risparmia nessuna fascia della popolazione mondiale e nessun continente; terzo, colpisce in ogni stagione, essendo causato da virus differenti, che hanno stagionalità differenti, anche se ha degli exploit ricorrenti in primavera e alla fine dell’estate.

L’unica forma di prevenzione ritenuta davvero efficace contro il raffreddore è di tipo meccanico, e consiste nel proteggersi dagli agenti contaminanti – cioè il vapore acqueo: si coprono l’apparato respiratorio, con una mascherina, e le mani, con i guanti. Piuttosto impegnativo.

La più semplice forma di igiene e cura dell’apparato respiratorio, secondo la tradizione yogica, è la pratica del loti neta, che per gli yogin dovrebbe fare parte dell’abitudine quotidiana, come lavarsi i denti.

Utilizzando una piccola caraffa, che ricorda un po’ una teiera e un po’ un innaffiatoio, si fa scorrere acqua tiepida e salata (un cucchiaino da caffè disciolto in mezzo litro d’acqua, circa) nelle narici e nei seni nasali.

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La prima precauzione da adottare è utilizzare acqua filtrata, distillata, o che sia stata fatta bollire o riposare: tutti siamo stati in piscina, e sappiamo che il cloro brucia. L’altra causa di bruciore al naso è la differenza di pressione osmotica tra l’acqua nella caraffa e i liquidi corporei: per adeguare la pressione osmotica si regola il sale.

Il momento migliore per questa pratica sarebbe al mattino a stomaco vuoto, prima della propria sadhana, insieme alle altre pratiche igieniche. Si può eseguire in diversi momenti della giornata, ma è davvero sconsigliato tentare a stomaco pieno, dopo i pasti. Se si è stati esposti a fumo, polvere, o se d’inverno si vive in appartamenti riscaldati in cui l’aria è secca, si può praticare a seconda delle necessità.

Respirando dalla bocca, si inclina la testa di lato di circa 45 gradi, sporgendosi leggermente in avanti, e si inserisce il beccuccio della caraffa nella narice superiore, lasciando che l’acqua esca dall’altra parte, senza sforzare; poi, si torna al centro in posizione eretta, si attende che l’acqua defluisca, si cambia lato.  Non è detto che i seni nasali siano liberi e che il lavaggio del naso riesca al primo colpo: practice makes perfect.

Per concludere, si asciugano le narici e si svuotano i seni nasali. Si chiudono le narici a turno, prima inspirando ed espirando rapidamente dalla prima narice lavata, poi dalla seconda, infine da tutte e due contemporaneamente. Ci si soffia delicatamente il naso senza strizzare le pinne nasali, restando flessi in avanti per favorire la fuoriuscita delle ultime gocce d’acqua.

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All’interno del nostro naso si trovano delle piccolissime ciglia, che muovono avanti e indietro il muco – estremamente fluido, da sano – dalle narici fino alla faringe: il muco e le ciglia proteggono il naso e sono il primo filtro dell’aria che respiriamo, trattenendo gran parte della polvere e dei germi in essa contenuti, e regolandone la temperatura.

Quando siamo raffreddati, il muco, per prima cosa, diventa troppo liquido e sovrabbondante: questo è il raffreddore. In questa fase non riesce a proteggerci adeguatamente dai batteri – anzi, se ne fa veicolo; poi, in un secondo momento, si inspessisce e può accumularsi nei turbinati e nei seni frontali e mascellari, causando infiammazione: la temuta sinusite!

Anche se bisogna essere cauti, nel praticare jala neti durante la fase acuta delle infiammazioni e se si soffre di emorragie nasali, evitare che la sporcizia si accumuli e mantenere il muco fluido e pulito è di grande aiuto: il naso libero e il respiro che entra ed esce senza ostacoli sono una premessa per praticare yoga correttamente, ma migliorano anche la nostra esperienza quotidiana. Jala neti è uno stimolo per le terminazioni nervose di naso e fronte: aiuta a riequilibrare il modo in cui respiriamo con le due narici – e di conseguenza il modo in cui alterniamo, nel nostro corpo, attività e rilassamento, e tutti gli opposti complementari che possiamo associare al modo di lavorare del nostro sistema nervoso.

Una respirazione tranquilla e profonda stabilizza la mente e le emozioni, ed è la prima condizione per la salute del corpo fisico.

Margherita

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