benessere · meditazione · riti · rito · saluto · yoga

Sadhana – aprire e chiudere lo spazio

Per quanto si possa progredire, durante le lezioni di gruppo, sotto lo sguardo attento di un insegnante, niente sostituisce la pratica individuale, per un aspirante yogi. Questo è vero ad ogni livello della propria abilità come studente: è così per la persona che non ha mai “provato”, ma legge qualcosa su internet, ed è così per l’insegnante con esperienza decennale. La pratica quotidiana e costante fa parte di quell’impegno (Tapas, nell’espressione di Patanjali) che garantisce la riuscita di un percorso di trasformazione – e sempre ci accostiamo allo yoga nell’intento di cambiare qualcosa, dalla tonicità dei glutei in su.

La pratica quotidiana può essere anche qualcosa di molto piccolo, come si pianta un seme e lo si cura, sapendo che arriverà il momento in cui si espande: tre minuti di meditazione, una breve sequenza di esercizi. Quello che dona, a questo evento specifico, un’importanza particolare, è lo spazio dedicato che ritagliamo, il modo in cui si distacca dal flusso del nostro quotidiano, il fatto di iniziare qualcosa e compierlo, chiuderlo, con attenzione. Per evitare di trovarsi a cercare di raggiungere i propri piedi in posizioni astruse mentre parliamo al cellulare, o mentre sgridiamo il gatto, è davvero importante creare dei piccoli riti che delimitino questo momento e che ci aiutino a focalizzarci – oltre a spegnere il telefono. Per fare yoga, si legge nell’hatha yoga pradipika, è necessario solo un tappeto in una stanza fresca e tranquilla.

hathayogapradipika

Possiamo quasi tutti sederci sul pavimento vicino al nostro letto, in un momento di relativa solitudine. Se sedersi a terra con le gambe incrociate risulta troppo impegnativo, ci si può anche sedere su una sedia, con i piedi ben piantati per terra, la schiena dritta e distesa verso l’alto, le spalle rilassate. Ci sono tanti studenti che si creano i loro riti, e tante scuole di yoga che sono ispirate dall’insegnamento dei loro Maestri anche in questo aspetto della pratica.

Nella tradizione che seguo, che è quella facente capo a Yogi Bhajan, lo spazio si apre sempre unendo le mani nel gesto della preghiera, o Namaskara Mudra (mani giunte con il pollice che tocca lo sterno mentre le altre dita sono rivolte in alto, gomiti attivi) e ripetendo tre volte un mantra: Ong Namo Guru Dev Namo (una delle possibili traduzioni è: mi inchino alla vibrazione creativa, mi inchino alla mia guida interiore).

ongnamogurudevnamo

A questo punto, si è pronti per eseguire gli esercizi prescelti. Al termine della pratica, invece, si assume la stessa posizione delle mani e ci si ripete una semplice benedizione, nello spirito di condividere i benefici della pratica (che il sole ti illumini sempre, l’amore ti circondi, e la pura luce dentro di te guidi il tuo cammino); poi, per concludere, si vibra tre volte il mantra Sat Nam (la vera identità).

keepcalmandsatnam

Buona Pratica

Margherita

Annunci

3 thoughts on “Sadhana – aprire e chiudere lo spazio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...