benessere · donne · yoga

Karma yoga, lo yoga dell’essere genitori

…ovvero come affrontare con il piede giusto il post parto. 

Arjuna-Krishna

Ad una lezione del corso di formazione AIPY Yoga per Crescere – la splendida occasione che ha messo insieme le autrici di questo blog -, Emina Cevro Vukroci ci raccontava come spiega ai bambini più grandi cos’è lo yoga.

Con chiarezza ed onestà, adoperando le parole semplici dei bambini, istruisce loro sulle diverse vie di questa filosofia antica che viene dall’India: yoga significa “unione” mettere insieme la più grande e la più piccola dimensione e ci sono diverse strada per raggiungere questa unione, l’hatha yoga, lo yoga che parte dal fisico che conosciamo tramite le posizioni del corpo, ma ci sono anche altri tipi di yoga, il karma yoga, il Jnana  yoga, raja yoga e il bhakti yoga.

In particolare a me colpì il modo sintetico e suggestivo con cui definiì il Karma yoga, la via dell’azione incondizionata. Non fu nel modo convenzionalmente, per la quale solitamente si indica con Karma yoga la via per raggiungere la trascendenza tramite l’azione, tramite lo svolgimento del proprio compito, realizzato con distacco e senza desiderio, agendo nell’accettazione del proprio ruolo, del proprio dovere universa, il Dharma. Non attinse alla Bhagavad Gita e all’insegnamento che riceve Arjuna.

Semplificò, proponendola per i bimbi, la definizione è lo yoga della mamma che si occupa del vostro bene.

Ed è proprio nei giorni successivi alla nascita della mia secondogenita che mi è tornata in mente questa definizione di Emina, e mai come adesso la sento efficace e veritiera. Il ruolo di genitore è complesso, comporta oneri e onori, molto spesso mette in secondo piano le esigenze e le aspettative che abbiamo come persone, creando a volte anche dei piccoli conflitti al nostro interno, nei diversi ruoli che assumiamo in questo molteplice contesto contemporaneo. Il post parto può esser un periodo critico per una donna che entra nel ruolo di madre nutrice, soprattutto in questa società dove le viene richiesto sempre una efficienza tempestiva e multitasking.

Nella mia seconda esperienza di maternità, il post parto è stato il periodo che ho temuto di più dei nove mesi, l’interpretarlo come karma yoga mi ha aiutato a prenderlo con il piede giusto.

Lasciarsi andare al Dharma, al tuo ruolo, al tuo compito, che è quello unico di madre e che, per altro, è a termine, è stato il modo migliore per accettare le notti insonni, i cambiamenti del corpo, gli sconvolgimenti ormonali, il diventare cibo continuamente a disposizione del neonato. Capire che in questo momento questo è il mio ruolo, e anche la mia pratica, è stato un grosso aiuto per affrontare questi momenti belli e complessi, con la dovuta serenità.

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