sadhana · yoga

lo Yoga è una boiata new age?

Di recente mi è capitato di parlare con alcuni detrattori dello Yoga.

La loro teoria è che questo sia una boiata new age attualmente di moda, inventata nel novecento ad uso e consumo delle masse, volta ad ammansire il popolo spillandogli quattrini, con la scusa di alleviare lo stress e rassodare i glutei. Premesso che a me sembrano due ottimi obiettivi, o per lo meno due ottimi punti di partenza, mi è parso uno spunto interessante.

A questa prima idea si è aggiunta la possibilità di inserire, semplificandolo, del materiale che giaceva nel mio hard disk da un po’, che veniva da una richiesta di segno opposto: fare maggior chiarezza sulla storia dello Yoga e su come le varie scuole si dividessero in tantriche, vediche, e quelle che non si pronunciano affatto sull’argomento. Ma senza scrivere una cosa troppo lunga e complicata.

1901_26_137-contracted-gluteus-maximus
glutei

Allora, partiamo dall’inizio: lo Yoga originariamente viene dall’India, e nei testi Indiani se ne parla da parecchio. Dalla fusione delle principali culture presenti all’epoca nel Nord dell’India – Arii e Civiltà dell’Indo – nascono i Veda, di cui il RgVeda è il più antico: testi riferiti in parte a un’epoca precedente, ma basati su una cultura orale e perduta.

I Rishi sono dei saggi mitologici che hanno composto i Veda raccontando la loro visione divina: ad ogni libro dei Veda, che hanno un ordine cronologico e sono testi sacri, è associato un tipo di culto che, analogamente, è descritto nei testi cronologicamente, mostrando la modalità con cui si sono susseguite le diverse tipologie di funzioni religiose.

rigveda
Rg Veda

Ed è qui che troviamo i primi riferimenti testuali che ci interessano. L’antecedente più antico di questa parola, ossia “yug-” , si trova nel RgVeda, composto nel secondo millennio prima di Cristo, se si parla degli inni, ma che, trasposto nella forma a noi attualmente nota, nasce circa nel settimo secolo avanti Cristo.

 

La frase è questa: dovrai aggiogare te stesso come un cavallo disposto ad obbedire. Il termine che significa aggiogare e unire è, appunto, quello che qui ci interessa, introducendo un concetto molto importante e ancora vivo e vibrante all’interno della parola “Yoga”, quando la pronunciamo oggi (1).

La prima volta che questa parola occorre proprio così, Yoga, scritta in un libro – intendendo una disciplina volta al conseguimento di una profonda realizzazione personale – è nella Khatha Upanisad, composta al massimo nel quinto secolo prima di Cristo, ma probabilmente prima.

Yama, il dio della morte, parla a Naciketas, e gli dice che se vuole superare la morte del corpo fisico deve lasciarsi alle spalle, attraverso lo Yoga, gioia e dolore (2) .

TNyamantaka
il rassicurante Yama

Qui si usa il termine Yoga nel significato di unione, intendendo unione di corpo-mente-spirito e di unione del proprio sé individuale con il sé profondo, cosmico: anche questo significato è ancora sottinteso, più o meno coscientemente.

Per trovare il riferimento a una postura fisica eretta, nella quale la mente si raccoglie attraverso il controllo del respiro, arriviamo al terzo secolo avanti Cristo, con la Svetasvatara Upanisad, mentre per parlare di Yoga in senso ampio ed esteso aspettiamo ancora un secolo: abbiamo la Maitri Upanisad, in cui per la prima volta viene descritto lo Yoga come sistema complesso, e naturalmente Patanjali, con i suoi importantissimi Yogasutra. Qui si spiega accuratamente cosa significa Yoga per quasi duecento versi, di cui solo pochi sono destinati alla descrizione di questa postura, o Asana: che viene descritta come una posizione confortevole, che possa essere mantenuta a lungo, in modo da permettere alla mente di fondersi con l’infinito (3) .

yogi_wearing_his_sacred_thread_yajnopavita_hb66
asana

Esiste tutto questo nello yoga che si pratica e si studia oggi? Lascio questa domanda così, aperta, perché credo che ogni praticante abbia una risposta personale, che dipende dalla sua pratica e dal suo punto di partenza.

Poi, si parla di Yoga nella Bhagavad Gita, datata all’incirca al primo secolo dopo Cristo: qui si delineano tre possibili forme di Yoga con la stessa finalità ultima, cioè BhaktiYoga – lo yoga della devozione, KarmaYoga – lo Yoga dell’azione disinteressata, e JnanaYoga – lo Yoga dello studio dei testi sapienziali (i Veda) e della conoscenza. In aggiunta a questo, viene introdotto il concetto di Sadhana, a cui abbiamo già accennato molto brevemente qui, ossia una pratica quotidiana che favorisca, tramite una serie di azioni rituali, il ritiro dei sensi (4) .

I primi veri trattati in cui si parla estesamente della pratica di Asana tardano ad apparire fino all’ottavo secolo dopo Cristo, e da qui fino al millecinquecento circa se ne contano parecchi: dagli Shiva Tantra ai trattati di tradizione Agamica, per arrivare alla Shiva Samita, alla Gheranda Samita e all’Hatha Yoga Pradipika, per citare i testi più famosi.

In questi testi, tuttavia, si parla anche di altre pratiche di cura del corpo, come Pranayama – la disciplina che riguarda l’utilizzo del respiro, Mudra – gesti simbolici volontari, Bandha – contrazioni di alcune parti del corpo, Shatkarma – tecniche di purificazione, che oggi sono appannaggio solo di alcune scuole di Yoga.

735206-sculpture-yogini-xie-siecle-visible
non solo asana

Le scuole derivate dall’Hatha Yoga – lo Yoga che mira a rinforzare il corpo per prepararlo alla meditazione – che originariamente includevano quasi sempre questi temi, anche prima di introdurre la pratica di Asana, oggi sono spesso molto focalizzate proprio su questa ultima materia.

A parte le occorrenze testuali, la pratica di Asana è documentata anche attraverso l’arte e le rappresentazioni visive, ad esempio i bassorilievi di Mamallapuram: ed esistono scuole di Yoga che attingono apertamente a questo universo simbolico, ad esempio la scuola dello Yoga Ratna, in Italia.

arjuna
la posizione dell’albero

Nei testi appena nominati ci sono riferimenti espliciti alla filosofia tantrica.

L’Hatha Yoga è considerato uno yoga di matrice tendenzialmente tantrica, sebbene tradizione tantrica e vedica intrecciate siano uno dei noccioli che crea la specificità dell’Hinduismo. In questo caso, “tantrico” significa che si riferisce a un corpus di testi che si chiamano Tantra, e in cui il praticante è un Tantrika, ossia un aspirante al perfezionamento spirituale, che segue una strada complementare a quella dell’aspirante di stampo vedico.

Oggi, in India, i riti rigidamente vedici sono quasi estinti, mentre le forme di Hinduismo più ortodosse riguardano la sfera sociale più che quella spirituale e religiosa (5) .

Se Veda, a grandi linee, può tradursi con Conoscenza, e si riferisce a una sorta di comprensione totale e non mediata, Tantra può tradursi con Trama o Metodo, e si riferisce al percorso e alle tecniche che si utilizzano.

6-Mandala-Shiva-Shakti
shiva e shakti

I testi denominati Tantra sono molto posteriori ai Veda, perchè si ritiene siano stati messi in forma scritta solo più tardi, dopo essere stati tramandati oralmente per moltissimo tempo (6) .

Mentre i Veda sarebbero la descrizione del mondo data da saggi direttamente a contatto con questa sapienza, i Tantra sono spesso testi rivelati a un saggio da una divinità.

La visione tantrica fa corrispondere le manifestazioni del microcosmo a quelle del macrocosmo: la realtà sarebbe, dunque, un’emanazione di un immanente che si manifesta in mille divinità e in mille maniere.

Nell’induismo si trovano divinità di epoca vedica e divinità tantriche, ma la struttura con cui si compiono i rituali – puja – è essenzialmente tantrica ed è trasversale alle varie religioni: Hinduismo, Buddhismo, Jainismo, Sikhismo celebrano eventi, persone importanti, divinità, ricorrenze e dèi attraverso questa struttura devozionale.

tantricgoddess
divinità tantriche

La puja di epoca vedica era essenzialmente un sacrificio per chiedere qualcosa alla divinità, mentre le varie forme di puja odierne sono più legate all’idea della trasformazione e all’esperienza personale di fusione con il divino: questo concetto ricorda molto quello già citato di Samhadi.

In teoria, il Tantrika è un iniziato attraverso riti segreti, ma è evidente che lo Yoga che pratichiamo oggi non ha queste caratteristiche! Ogni scuola di Yoga ha un Maestro che l’ha originata, mentre chi trasmette questa disciplina è un insegnante: questa è una struttura tantrica.

La specificità di molte famose scuole di Yoga del novecento è stata proprio uscire dall’esoterico: molti famosi maestri di Yoga erano Brahamini che hanno scelto di diffondere conoscenze prima elitarie – faccio l’esempio di Iyengar.

Anche se per accedere a un certo livello di comprensione è innegabile che ci vogliano anni di impegno, che comunque sostituiscono l’iniziazione, e anche se si mantiene la struttura della trasmissione tramite il Maestro, l’accesso alla conoscenza è ormai basato quasi del tutto sulla volontà e capacità dello studente.

krishnainitiation
iniziazione di krishna

Yogi Bhajan parla apertamente di auto iniziazione attraverso il riconoscimento in sé della propria parte più profonda e attraverso una decisione che si prende individualmente.

Le cose sono spesso difficili da distinguere e suddividere: il Raja Yoga, ad esempio, è di solito considerato la parte dello Yoga che segue all’Hatha Yoga in termini di complessità, ossia quella parte per cui l’Hatha Yoga dovrebbe preparare; oppure, alternativamente, si usa questa definizione per il tipo di pratica che si riferisce ai testi più antichi, precedenti ai Tantra, quindi di discendenza vedica.

Altri tipi di Yoga “contemporanei” si riferiscono allo Yoga di epoca vedica, ad esempio basandosi molto sugli YogaSutra, ma contemporaneamente accolgono la matrice tantrica per quanto riguarda la visione del mondo: la radicale novità consiste dunque nella comunicazione essoterica, e nel fatto di integrarsi nella vita quotidiana, senza pretendere l’ascetismo.

La quantità sterminata di posture oggi utilizzate è qualcosa di successivo alla tradizione antica, sia vedica che tantrica – nell’Hatha Yoga Pradipika se ne descrivono una quindicina –  dovuto al diffondersi della pratica di Asana come parte centrale dello Yoga che viene insegnato oggi: anche questo è un avvenimento recente.

Il fatto che si sia adattato lo Yoga alla fisiologia e allo stile di vita occidentale è da considerarsi un male?

Non so rispondere: per quanto mi riguarda è stata una fortuna perchè mi ha permesso di attingere a questa disciplina.

hindugod.jpg
molteplici aspetti

Credo che sia interessante ricordare che l’Hinduismo non è una religione alla quale ci si può convertire: o ci si nasce o se ne è esclusi, è bene saperlo.

Quindi, per chi si approccia a delle tecniche legate a questo universo culturale e religioso, essere esterno e comportarsi come tale è inevitabile.

Non mi ricordo chi, una volta, mi disse che la disciplina è quella cosa che funziona anche per gli stupidi: la ripetizione costante e disinteressata di una pratica, unita ad osservazione consapevole e non giudicante, può portare alla realizzazione di sé anche un pesce, come si racconta nella storia di Matsya.

matsya
il pesciolino Matsya

Chi sono io allora per giudicare il punto di partenza, la qualità della pratica di un altro e il livello del suo impegno?

Buona pratica.

1 Se pensiamo a chi viveva a quei tempi in India, scopriremo che si tratta del popolo nomade e guerriero degli Arii, che provenivano dall’odierno Iran ed avevano causato il collasso della pacifica e misteriosa civiltà della valle dell’Indo, di cui non abbiamo ancora decifrato i testi e sappiamo pochissimo. Gli Arii, con la loro invasione, portarono una religione basata su un culto solare e celeste simile a quello dello Zoroastrismo o del Sol Invictus, le cui divinità principali sono Mitra o Indra, corrispettivo di Ahura Mazda, e Varuna, simile al greco Urano. A dare origine al Sanscrito, all’Hindi e altre lingue scritte in alfabeto devangari, sembra proprio sia stata la loro lingua, così come è una loro eredità la suddivisione della società in caste. I Dravida, ossia le popolazioni dai culti sciamanici che già si trovavano sul territorio, furono spinte più a sud senza mai soccombere del tutto: così gli agglomerati urbani che raccoglievano membri dei vari popoli furono strutturati verticalmente, in modo che gli Arii facessero parte delle caste superiori, mentre quelle inferiori fossero composte dai popoli conquistati. Questo meccanismo è, parzialmente, ancora in funzione.

2 Il dolore come percezione errata del mondo, se diviso in poli opposti e dicotomie, la dualità come principale malattia dell’animo, sono temi centrali della filosofia orientale, non solo indiana, dal Taoismo al Buddhismo nelle sue innumerevoli declinazioni.

3 Qui ci troviamo nell’orizzonte dei Veda, anche se l’epoca Vedica sta terminando, dato che le Upanishad sono per definizione la parte finale dei Veda, e il Vedanta, come lo Yoga, è una delle sei scuole filosofiche derivate da questo orizzonte: ed in particolare la scuola che ha come obiettivo il Samadhi, ossia lo stato di completa consapevolezza e assorbimento della mente nel momento presente. Questo concetto sarà ripreso da altre tradizioni filosofiche, ad esempio dal Jainismo, o con termini differenti dal Buddhismo. L’epoca del Brahamanesimo, che poi diverrà Hinduismo, nasce proprio con le prime Upanisad, ed è l’epoca in cui si afferma la casta Brahamana come unica depositaria della supervisione finale ai rituali sacri.

4 Il ritiro dei sensi, o Pratyahara, nelle parole di Patanjali, è una delle fasi dello Yoga – di ogni tipo di Yoga, ed è quello che avviene quando la mente smette di seguire le sensazioni e i pensieri che si accavallano, per arretrare fino a percepire quello che nel Buddhismo viene detto “il testimone”. Questo sarebbe una sorta di oggetto interno, da cui sentiamo che partono pensieri e osservazioni, un punto di partenza del proprio sé profondo, neutro e leggermente separato dal flusso degli eventi e delle sensazioni. Quando si parla dei comprovati benefici della meditazione spesso ci si riferisce ai benefici dell’attenzione consapevole – la parola “alla moda”, per me molto bella, è Mindfulness, quella antica è Sati – che ha la sua radice proprio in questa trasformazione percettiva. Naturalmente, per fruire di questi benefici sapere tutta questa storia non serve, basta la pratica costante!

5 Le già citate caste sono un’eredità Ariana, come il fatto che la disciplina fosse riservata ai maschi: mentre all’inizio dell’epoca Vedica, quando la società matriarcale della cultura della valle dell’Indo era ancora in auge questa divisione di ruoli sembra non esserci – pur trattandosi di una società di cui sappiamo molto poco.

6 Può sembrare, a un primo sguardo, che la cultura tantrica sia quella proveniente e appartenente al popolo delle caste inferiori: questo è vero solo in parte, magari come senso originario di reazione alla cultura Ariana, perchè molti elementi di apertura e di innovazione sono stati portati dall’interno della classe dirigente allo scopo di restare in piedi. Al giorno d’oggi, ma già dal medioevo, cultura vedica e cultura tantrica sono indissolubili.

7 Tutti i testi citati direttamente sono reperibili.

Il mio consiglio spassionato per chi volesse approfondire è di affrontare direttamente la lettura dei testi originali.

Se proprio desiderate delle spiegazioni:

Giuseppe Tucci – Storia della Filosofia Indiana

Andrè Padoux – Tantra

Heinrich Zimmer – Miti e simboli dell’India

David Frawley – Yoga: the greater tradition

 

 

 

Annunci

2 thoughts on “lo Yoga è una boiata new age?

  1. Che bello leggere i tuoi articoli, è facile e piacevole districarsi nel groviglio delle tantissime informazioni del vastissimo mondo yoga. È come percorrere un sentiero semplificato accessibile a tutti
    🙂
    Grazie
    Japmant Kaur

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...