yoga · yoga quotidiano

Anche i Guru rispondono al telefono

 

Sui Maestri, quelli veri e la loro capacità di rimanere con i piedi per terra.
Qualche giorno fa ho scritto sul mio blog personale un articolo sullo Yoga Ratna e sulla mia Maestra Gabriella Cella.

Ho preso il coraggio a quattro mani e l’ho lanciato sui social. Sì, mi ci è voluto un po’ di coraggio in più rispetto agli altri post. In quell’articolo c’è qualcosa di personale e qualcosa di professionale. Un mix di me che sta cercando di trovare una collocazione anche sul web con questa nuova esperienza che unisce i miei due mestieri yoga e comunicazione.

Sarà per questo che mi ha fatto particolarmente piacere avere un feedback positivo ed empatico da parte di altre colleghe e amiche praticanti yoga. Come me, anche loro, si sono sorprese del fatto che Gabriella rispondesse direttamente al telefono.

E allora ho iniziato a pensare: com’è che l’allievo vede il maestro? È parte del ruolo dell’allievo mettere il maestro su di un piedistallo e pensare che dal quel piedistallo non si scenda mai, nemmeno per rispondere al telefono?
Ovviamente ironizzo, ma la questione è serie ad importante. Riguarda la figura dell’insegnante e poi del Maestro e infine del Guru.

“(…) ma è “tra” le parole che risiede l’arte dell’insegnamento, il mistero della trasmissione e quindi il segreto della trasformazione”

dall’introduzione a “Yoga Le Regole del Gioco” di G. Bliz

L’allievo si affida a chi trasmette un’insegnamento per crescere e trasformarsi. È un processo fondamentale e importantissimo. Quando lo si riconosce in quanto tale, si investe la figura della persona che ce lo ha permesso, di un’aurea magnetica e la erige a nostro modello e riferimento. Da quel piedistallo poi è difficile riconoscere l’uomo o la donna, che ha gli stessi identici nostri bisogno ed esigenze.

In questa nostra società, dove il successo sociale si basa su quanto appari, quanto vai in tivù o suoi giornali è molto difficile trovare chi scende da questo piedistallo. E non è solo costume, è anche una questione di ego. Trovare Maestri, veri Maestri, capaci di voler rimanere agli occhi dei propri allievi persone semplici, con pregi e difetti, non è facile. Credo che sia proprio questa la discriminante tra chi ha qualcosa da dare, veramente, e chi ha invece solo necessità di ricevere.

 

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